Parco Scherrer

Definito “Il Giardino delle Meraviglie” Il parco venne realizzato da Arturo Scherrer (1881 – 1956), commerciante di tessili, appassionato viaggiatore e amante dell’arte e della cultura.

Parco Scherrer, il giardino dei templi di luce

Entrare nel Parco Scherrer significa intraprendere un viaggio attraverso paesaggi, culture e simboli che, pur appartenendo a civiltà lontane, trovano sulle rive del lago Ceresio una sorprendente espressione.


Creato tra gli anni Trenta e il 1956 da Hermann Arthur Scherrer (1881–1956), commerciante sangallese di tessuti, uomo di vasta cultura, appassionato viaggiatore e amante dell'arte, il Parco Scherrer è uno dei più importanti giardini storici della Svizzera. All'inizio del Novecento il Ticino rappresentava per molti viaggiatori dell'Europa settentrionale la soglia verso il Sud: un paesaggio in cui il clima, la luce e la vegetazione mediterranea evocavano mondi lontani e alimentavano nuove ricerche artistiche e spirituali. È in questo contesto che Arthur Scherrer concepì il suo giardino, trasformando un semplice vigneto in un luogo d'incontro tra natura, culture e ricerca interiore.

 

«Medito spesso, come un poeta o un pensatore qualsiasi, [...] trasportato dalla bellezza e dal misticismo di questo angolo di terra benedetta. La posizione geografica di Morcote è completamente diversa da quella degli altri comuni del cantone, poiché il villaggio, situato a sud, gode del sole, anche durante i mesi invernali, in tutto il suo splendore.»

Hermann Arthur Scherrer

 

Per lungo tempo il Parco Scherrer è stato considerato il capriccio di un collezionista, una raccolta di architetture esotiche e opere d'arte provenienti da paesi lontani. Le ricerche più recenti, a cura dello studio di architettura Officina del Paesaggio, invitano anche a leggere il giardino come un dispositivo simbolico, un'opera paesaggistica unitaria, nella quale edifici, vegetazione, acqua, sculture e vedute concorrono a costruire un racconto coerente, che si inserisce perfettamente nella matrice culturale dell’epoca.

 

Lungo il cammino si incontrano richiami al mondo classico, all'Egitto, all'India, all'Oriente e alla tradizione islamica, fino al grotto dedicato alla cultura ticinese. Più che riprodurre fedelmente luoghi lontani, queste architetture evocano tradizioni che, nel pensiero di Arthur Scherrer, dialogano tra loro attraverso un tema comune: la ricerca della luce come simbolo di conoscenza, armonia e trasformazione. Il parco accoglie così un itinerario che invita alla contemplazione e alla scoperta di un patrimonio che trascende i confini geografici, assumendo un respiro culturale più ampio.

 

Anche la vegetazione è parte essenziale di questo progetto. Palme, cedri, cipressi, bambù, magnolie, camelie, canfore, oleandri, agrumi e numerose altre specie creano una successione di piccoli microcosmi che trasportano in mondi lontani ed evocativi, in dialogo con le architetture. Fin dalla sua origine il giardino è stato un luogo di incontro tra il paesaggio ticinese e piante provenienti da regioni mediterranee e subtropicali. Molte di esse, acclimatatesi nel corso di quasi un secolo, costituiscono oggi un patrimonio botanico che invita a riflettere sul rapporto tra uomo, natura e cambiamenti climatici.

 

Ceduto al Comune di Morcote nel 1965 affinché fosse aperto al pubblico, e oggi parte della prestigiosa rete di “Gardens of Switzerland” e “Grandi Giardini Italiani”, il Parco Scherrer conserva intatta la sua capacità di suscitare meraviglia. Non soltanto un giardino da visitare, ma un’oasi di pace sospesa e senza tempo. Una passeggiata da vivere con calma, uno spazio in cui ritrovare un senso di profonda connessione con sé e con il vivente.

Apertura del parco

 

14.03.2026 - 30.04.2026
09:00 - 17:30 (tutti i giorni)

 

01.05.2026 - 30.09.2026
09:00 - 19:00 (tutti i giorni)

 

01.10.2026 - 08.11.2026
09:00 - 17:00 (tutti i giorni)

 

 

Visite guidate in italiano e tedesco

→ Scarica l'opuscolo informativo

Arturo Scherrer
 
Hermann Arthur Scherrer (1881 – 1956), appassionato artista giardiniere e romantico; creò nel corso degli anni il suo “Giardino delle meraviglie”. Nacque il 2 novembre 1881 a San Gallo. Figlio del commerciante, municipale, presidente della commissione del Stadttheater (1897 – 1920), e membro del tribunale cantonale di San Gallo, Gustav Hermann Scherrer (1853 – 1948) un grande appassionato del teatro delle marionette. A monaco di Baviera frequentò assiduamente il “Marionettentheater” fondato da Josef Leonhard Schmid (Papa Schmidt), dove furono messe in scena opere di Franz Graf von Pocci (Kasperl). Dal 1880 organizza rappresentazioni teatrali con la famiglia.
 

Hermann Arthur Scherrer era il maggiore di cinque figli: Hermann, Arthur, Paul (1900 – 1992), direttore della Zentralbibliotek di Zurigo, Max, un altro figlio e una sorella.

 

Dopo le scuole primarie frequentò a San Gallo il rinomato istituto internazionale Schmidt, indi si trasferì a Losanna dove imparò perfettamente la lingua francese. A San Gallo ebbe un negozio di moda per uomini, il “Kamelhof”, alla Multergasse dove vendeva articoli di sartoria, uniformi per ufficiali, abiti da cavallerizzo e sportivi, stoffe. Ad Aachen frequentò la scuola di tessitura e imparò a conoscere a fondo il vasto campo dei tessili; studiò l’italiano a Siena, nel Nordamerica si perfezionò oltrechè nel ramo industriale, nell’inglese. Nel 1907 si trasferì a Monaco di Baviera dove assunse il negozio del padre trasformandolo in uno dei più eleganti e specializzati nella moda di stile inglese della città.

 

Arthur Scherrer morì nel 1956. La moglie Amalia lasciò nel 1965 tutta la struttura, dietro compenso, al Comune di Morcote con l’esplicito desiderio di aprire al pubblico il parco: progetto che il Comune realizzò, preoccupandosi di adeguarlo alle esigenze del vasto pubblico straniero e indigeno.

 

 

 

 

Attraversando il parco

 

All’entrata, a salutare l’ospite, una fontana ornamentale veneziana accompagnata da un leone bizantino posato su una colonna rinascimentale. Ai lati della scalinata che sale nel parco due leoni barocchi di marmo bianco di Carrara fiancheggiati da piantagioni di azalee, indicano il percorso da seguire. Tra leoni, ninfe e fauni si arriva ad un viale dove si possono ammirare le statue che rappresentano le quattro stagioni in una cornice di azalee e camelie; nelle vicinanze, un grosso cedro del Libano completa il magnifico quadro.

 

In fondo al viale ecco apparire un’anfora del 1200 usata a suo tempo quale contenitore per l’olio.

Si giunge quindi alla grandiosa fontana rinascimentale di marmo in Carrara vicina alle colonne di un belvedere. Successivamente troviamo il terrazzo panoramico dove due sfingi troneggiano sulle colonne d’entrata. Da questo livello si gode un superbo, quasi leonardesco panorama sul lago, su Porto Ceresio e sulle colline del Varesotto. Le statue di Venere, Giunone e Giove vigilano fra cespugli di azalee.

 

Volgendo lo sguardo a monte, si scorge l’Eretteo, il secondo tempio dell’Acropoli di Atene, riportato in scala 1:4 in pietra di Vicenza e sorretto da magnifiche cariatidi.

 

Al di sopra appare il Tempio del Sole, struttura di matrice spagnola, naturalmente miniaturizzato.

Il giardino che lo ospita ricorda lo stile dei famosi giardini dell’Alhambra a Granada, ed è abbellito da due fontane in stile barocco in pietra naturale di Verona contornate da basse siepi di bosso.

 

Due statue dominano il parco dall’alto: una rappresenta Mercurio, dio del commercio, l’altra una filatrice, simboli della professione del signor Scherrer.

Si prosegue verso la casa del tè di stile siamese, che evoca i misteri dell’Oriente.

Attraverso un bosco di bambu si arriva al tempio egiziano di Nefertiti, vegliato da due divinità: la testa di leone di Sekhmet e la testa di falco di Horus, figlio di Osiride. L’interno, con il celebre busto della regina Nefertiti sono copie fedeli degli originali che si trovano a Berlino e risalgono all’era di Amenofi, circa 1375 a.c..  Le pareti sono dipinte in antico stile egiziano. Il tempio accoglie anche le urne cinerarie dei coniugi Scherrer.

 

Lievemente appartata e perfettamente inserita in una piccola oasi, troviamo la casa araba, l’ultima ricostruzione del signor Scherrer.

Statue di schiavi nubiani immersi in una lussureggiante vegetazione, costeggiano la scala che scende al terrazzo della palazzina indiana, costruita sul modello di Palazzo Salò di Brugine vicino Padova. All’interno, come nei palazzi indiani, le pareti sono dipinte in stile Moghul. Nel giardino gorgoglia una vasca sulla quale si affacciano quattro elefanti con la proboscide alzata, sovrastati da tre cobra pronti ad attaccarli e alla sommità domina la vacca sacra di Mysore.

Sulla sinistra un piccolo stagno nel quale fioriscono ninfee e accanto troneggia una tartaruga cinese, augurio di lunga vita.

 

All’uscita del parco si può ammirare una tipica casa lombardo-ticinese del 1300, ricostruzione fedele che il signor Scherrer ha voluto inserire nel parco quale testimonianza di affetto al Ticino. Ricostruita nel 1930 con le stesse pietre e materiali provenienti da un’antica abitazione del quartiere di Sassello a Lugano, completamente demolito per far posto agli attuali stabili. I locali d’abitazione, costruiti attorno alla corte con il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana, al piano superiore furono abbelliti da un loggiato con arcate.

 

L’eccezionale cornice botanica di questo “Giardino delle Meraviglie” è caratterizzata da oltre cinquanta varietà di piante, contrassegnate da una targhetta che ne indica il nome scientifico.

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