Arturo Scherrer

ARTURO SCHERRER

Hermann Arthur Scherrer (1881 – 1956), appassionato artista giardiniere e romantico; creò nel corso degli anni il suo “Giardino delle meraviglie”. Nacque il 2 novembre 1881 a San Gallo. Figlio del commerciante, municipale, presidente della commissione del Stadttheater (1897 – 1920), e membro del tribunale cantonale di San Gallo, Gustav Hermann Scherrer (1853 – 1948) un grande appassionato del teatro delle marionette e di Sophie nata Gehrig. A monaco di Baviera frequentò assiduamente il “Marionettentheater” fondato da Josef Leonhard Schmid (Papa Schmidt), dove furono messe in scena opere di Franz Graf von Pocci (Kasperl). Dal 1880 organizza rappresentazioni teatrali con la famiglia.

Hermann Arthur Scherrer era il maggiore di cinque figli: Hermann, Arthur, Paul (1900 – 1992), direttore della Zentralbibliotek di Zurigo, Max, un altro figlio e una sorella. Sposò l’italiana di Reggio Emilio Maria Bianchini, da questa unione nacque il 23 marzo 1904 il primo figlio Arturo Mario. 3 anni dopo divorziò. Nel 1918 si risposò con l’austriaca Amalia Steiner di Rohrbach (6 agosto 1887 – 24 marzo 1974). Il 7 luglio 1932 prese il domicilio a Morcote.

Dopo le scuole primarie frequentò a San Gallo il rinomato istituto internazionale Schmidt, indi si trasferì a Losanna dove imparò perfettamente la lingua francese. A San Gallo ebbe un negozio di moda per uomini, il “Kamelhof”, alla Multergasse dove vendeva articoli di sartoria, uniformi per ufficiali, abiti da cavallerizzo e sportivi, stoffe. Ad Aachen frequentò la scuola di tessitura e imparò a conoscere a fondo il vasto campo dei tessili; studiò l’italiano a Siena, nel Nordamerica si perfezionò oltrechè nel ramo industriale, nell’inglese. Nel 1907 si trasferì a Monaco di Baviera dove assunse il negozio del padre situato nella centrale Neuhauser-Strasse 32 vicino al Karlstor, trasformandolo in uno dei più eleganti e specializzati nella moda di stile inglese della città.

Arthur Scherrer morì a Morcote al proprio domicilio il 1 luglio 1956. La moglie Amalia, lasciò nel 1965 tutta la struttura dietro un compenso di fr. 300’000.- al Comune di Morcote con l’esplicito desiderio di aprirlo al pubblico, progetto che il Comune realizzò, adeguandolo alle esigenze del vasto pubblico straniero e indigeno.